Ipoglicemia reattiva, ecco di cosa si tratta

Tutti noi dobbiamo stare molto attenti alla quantità di zuccheri che assumiamo, sia per quanto riguarda il cibo che le bevande.

Il rischio è grosso: non solo sovrappeso e obesità, ma anche quella che ormai viene definita la malattia del secolo, il diabete.

Il diabete riguarda proprio un’incapacità del corpo di far fronte allo zucchero che assumiamo, ma sono diverse le patologie che ne rappresentano l’anticamera.

Voi ad esempio conoscete l’ipoglicemia reattiva?

L’ipoglicemia reattiva è una forma ipoglicemica particolare, non dipendente da un sovradosaggio di insulina, ma che dipende essenzialmente dal digiuno prolungato o da sport eccessivo, e si manifesta dopo un paio d’ore dal termine del pasto.

In genere si verifica quando i livelli di zucchero nel sangue si riducono circa quattro ore dopo aver mangiato.

Possono soffrirne indifferentemente i diabetici e i soggetti sani, anche se sono più a rischio i soggetti con conformazione corporea di tipo “pancreatico” con grasso localizzato in zona addominale, gli individui con Intolleranza glicidica da insulino resistenza epatica, quelli affetti da Steatoepatite non alcolica e Sindrome Metabolica.

Naturalmente, se si è affetti da questa patologia, bisogna rivolgersi ad un medico e seguire le sue prescrizioni, ma in generale per tenerla sotto controllo bisogna mangiare piccole quantità di cibo, ma con maggiore frequenza, seguendo una dieta sana con proteine e carboidrati complessi. 

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