Esogestazione, rapporto viscerale tra mamma e neonato

Quando si parla di gestazione si fa riferimento a quel periodo, che nell’uomo dura nove mesi, in cui il feto resta nel grembo materno e che si conclude con il parto, quando il bambino viene dato alla luce.

Col parte si recide il cordone ombelicale e madre e figlio non sono più fisicamente legati, ma questo non significa affatto che l’uno non dipende più dall’altra, anzi.

È una questione di sostentamento, certo, col bambino che ha bisogno del seno materno per vivere nei primi mesi, ma non solo: si parla infatti di esogestazione. Di cosa si tratta?

L’esogestazione è quel periodo in cui, dopo il parto, si verifica una vera e propria simbiosi tra madre e neonato, che porta a ricercare il contatto, come bisogno naturale di entrambi. 

Gli esperti considerano questo periodo anch’esso lungo all’incirca nove mesi e fatto essenzialmente di contatto strettissimo, di allattamento, di ascolto, di lentezza, di empatia, di sonno condiviso.

Madre e neonato imparano a conoscersi, a crescere insieme, ad abituarsi l’uno alla presenza dell’altro, a costruire quel legame impossibile da rompere definitivamente per il resto della vita.

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