Secondo quanto riportato dal sito d’informazione statunitense Politico, Elon Musk sarebbe pronto a ritirarsi dal governo nelle prossime settimane, su accordo con l’ex presidente Donald Trump. La notizia, che circola grazie a fonti anonime vicine all’entourage dell’ex presidente, suggerisce che il fondatore di Tesla e SpaceX intenda tornare a concentrarsi sulle sue attività imprenditoriali, mantenendo solo un ruolo di supporto nell’ambito politico.

Musk e la “task force DOGE”: il suo ruolo nella macchina federale
Fin dall’inizio del mandato di Trump, Musk ha ricoperto un ruolo chiave come promotore dell’efficienza governativa, guidando la task force DOGE, un gruppo incaricato di implementare misure di austerità e ottimizzazione dei processi statali. Tali riforme hanno avuto un impatto diretto sull’amministrazione pubblica, portando al taglio di numerosi posti di lavoro nel settore federale.
La scelta di Musk di farsi da parte, secondo quanto riportato, sarebbe maturata in un clima di mutuo accordo con Trump, per permettere al magnate tecnologico di tornare a dedicarsi alle sue aziende, in un momento cruciale per Tesla, SpaceX e la sua nuova realtà nel settore dell’intelligenza artificiale.
Caso Eric Adams: chiuse le accuse per corruzione, ma restano polemiche
In un altro importante sviluppo, un giudice federale di New York ha archiviato le accuse di corruzione contro Eric Adams, sindaco della metropoli americana. La decisione segue la richiesta formale del Dipartimento di Giustizia di ritirare il caso, nonostante la resistenza iniziale di alcuni procuratori federali, che si sono dimessi in segno di protesta.
Adams, in carica come sindaco di New York dal 2022, era accusato di cinque reati, tra cui corruzione, frode e finanziamento illecito della campagna elettorale. I fatti risalivano al periodo in cui era sindaco del distretto di Brooklyn, nel 2014, e riguardavano presunti favori in cambio di doni da parte di uomini d’affari e funzionari stranieri, in particolare provenienti dalla Turchia.
Accuse archiviate, ma non dimenticate: il giudice lancia l’allarme
Il giudice federale Dale Ho ha sottolineato che, sebbene le accuse siano state formalmente ritirate, il Dipartimento di Giustizia aveva chiesto che restasse la possibilità di riaprirle in futuro, creando un potenziale conflitto d’interessi.
Nella sua sentenza, Ho ha dichiarato:
“Lasciare aperta la possibilità di riproporre le accuse avrebbe dato l’impressione che la libertà del sindaco dipendesse dalla sua obbedienza alle priorità dell’amministrazione in materia di immigrazione, piuttosto che alla volontà dei suoi elettori.”
Trump, Adams e i sospetti di interferenza
La vicinanza politica crescente tra Eric Adams e Donald Trump ha alimentato dubbi sull’imparzialità del caso. Alcuni media americani parlano apertamente di possibili interferenze politiche, evidenziando come la chiusura del caso possa favorire Adams nella corsa per la rielezione a sindaco, attesa nei prossimi mesi.
Il Dipartimento di Giustizia, secondo alcune fonti, avrebbe spinto per l’archiviazione proprio per evitare che il processo influenzasse l’esito delle elezioni locali.
Conclusione
Tra le indiscrezioni sul ritiro di Elon Musk dal governo e la controversa chiusura del caso Adams, la politica americana si muove su un terreno sempre più intrecciato tra potere, affari e giustizia. Mentre Musk sembra destinato a tornare al mondo tech, le decisioni giudiziarie continuano a suscitare interrogativi sul confine tra indipendenza della magistratura e strategie politiche.